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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

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giovedì 25 maggio 2017

"Lontani dal Paradiso" di IVANO NANNI

Sull'incontro di martedì 23 maggio con il giornalista Emiliano Fittipaldi che ha presentato il suo libro “Lussuria” edito da Feltrinelli.

Ci piace pensarli lontano dalla pace dei cieli tutti quei prelati che senza remore macchiano la loro anima, la cosa più preziosa che hanno, di inqualificabili peccati. Eppure hanno santi sulla terra che li proteggono, perché se devono contare su quelli in Paradiso forse è meglio che non si presentino a fare la parte dei pentiti. Come si è detto in modo molto eloquente, nella serata di ieri da un giornalista dell’Espresso, Emiliano Fittipaldi, anzi un giornalista-giornalista che le notizie se le va cercare, mica è il cronista della domenica che aspetta l’imbocco della velina, e le pubblica senza paura delle conseguenze. Dunque, ci riprova con questo libro a farsi querelare dalla Curia infuriata. Arrabbiata sì, ma mai come per il primo libro, Avarizia, per il quale Fittipaldi ha pagato il fio di un processo in Vaticano poi finito nel nulla, anzi a dire il vero, finito in pubblicità, e male gliene incolse ai suoi detrattori: il libro si è venduto in tutto il mondo grazie al Papa che pensava di maledirlo e invece l’ha benedetto. Lì si era toccato il portafogli, il prezioso scrigno delle orazioni quotate in Borsa, una cosa che non si fa. Ora, dicevo ci riprova con un libro, Lussuria, sulle malefatte sessuali di numerosi preti, legioni di preti a dire la verità, come emerge da una corposa documentazione, che spinti da una libidine incontenibile si fiondano sugli innocenti e ne fanno strage. Sessualmente parlando. Come dei killer seriali si appostano, adocchiano le prede, gettano le reti e pescano degli ignari pesciolini con i quali si trastullano forti dello scudo papalino. Il disgusto e la pena vanno di pari passo, tutti siamo indignati, ma ancora di più dovrebbero esserlo i devoti che non solo dovrebbero provare sdegno ma dare un segnale di ribellione tanto forte da far tremare l’istituzione nelle sue fondamenta. In realtà, tutto tace, tutto viene respinto, rimbalza sul muro delle omertà tutte italiche.  Queste vicende riferite tanto crudamente fanno schiumare di rabbia, per il reato in sé e per l’impotenza che si prova nel sapere che lo scudo dei Patti del Laterano funziona benissimo per proteggere quelle tonache malate, così si definiscono quei figuri, malate che solo la preghiera può guarire, non il carcere come spetterebbe di diritto. Viene da pensare che questi riprovevoli reati, che il Vaticano però tratta come peccati da emendare con le preghiere e non con il carcere, aumentano in quanto l’impunità è pressoché totale. Qualcuno potrebbe pensare che per la Chiesa la lussuria in fondo è poca cosa come vizio capitale, come eccesso non è paragonabile alla Superbia e all’Invidia, che stanno nei gradoni bassi del Purgatorio e sono un’offesa primaria al Creatore. E più si sale e meno gravi sono i peccati. Ad esempio l’Avarizia divide il posto con la Prodigalità e abita al quinto gradone, la Lussuria invece sta al settimo gradone, l’ultimo, è il vizio più leggero e che non è molto distante dal Paradiso terrestre, e non si può dire che il lussurioso non goda di un certo paradiso un po’ equivoco. C’è pertanto una giustificazione filosofica, ma che non cancella, almeno per chi vuole vedere con serenità le cose come stanno, l’idea che la Chiesa è forse l’istituzione più materialista che ci sia, pragmatica fino al midollo nel difendere immagine e tesori,  e che il suo governo, al riparo da ogni accusa non tollera ombra di libertà, come recita un famoso verso di un grande poeta romagnolo, Olindo Guerrini, il quale aveva capito benissimo con quali pesi e con quale misura la Chiesa giudicava chi non era ossequiente al suo catechismo. 
di Ivano Nanni

mercoledì 24 maggio 2017

Rinviata l'inaugurazione della mostra pittorica di MARILENA BENINI

L'inaugurazione della mostra pittorica "Ancora favole e altre figure" di Marilena Benini prevista per venerdì 26 maggio è stata posticipata per problemi organizzativi a DOMENICA 4 GIUGNO alle ore 11.00

La serata con EMILIANO FITTIPALDI

Se il Vaticano ha dichiarato da tempo guerra aperta ai crimini sessuali dei suoi preti nei confronti di bambini e ragazzine («una battaglia cruciale, che va vinta ad ogni costo», ha detto e ripetuto papa Francesco fin dall’inizio della sua elezione al soglio petrino) a quasi quattro anni dall’inizio del pontificato di Bergoglio la lotta mostra più di una crepa. Non solo per alcune nomine che appaiono sorprendenti, ma anche perché il fenomeno degli orchi in tonaca continua ad avere numeri impressionanti: tra il 2013 e il 2015 fonti interne alla Congregazione per la dottrina per la fede spiegano che sono arrivate dalle diocesi sparse per il mondo ben 1200 denunce di casi “verosimili” di predatori e molestatori di minorenni. Di questo ha raccontato ieri sera al Caffè Letterario di Lugo, il giornalista napoletano Emiliano Fittipaldi presentando il suo ultimo libro “Lussuria” edito da Feltrinelli.





domenica 21 maggio 2017

Martedì 23 maggio - EMILIANO FITTIPALDI al Caffè Letterario di Lugo

Martedì 23 maggio, alle ore 21.00 nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro il giornalista napoletano Emiliano Fittipaldi presenta al Caffè Letterario di Lugo il suo ultimo libro “Lussuria” edito da Feltrinelli. La serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà introdotta da Matteo Cavezzali. Ingresso libero.

Si dice il peccato, e anche il peccatore. Perché certi vizi capitali di preti, vescovi e cardinali possono portare a crimini e guerre di potere. E a colpevoli silenzi che distruggono le vite di innocenti. Ecco i documenti che svelano chi, in Vaticano, tradisce il sesto comandamento. 

“Da qualche tempo sto scartabellando nuovi documenti riservati, intercettazioni delle procure italiane e straniere, atti di commissioni internazionali. Sto incontrando preti e monsignori che mi raccontano che, oltre agli scandali economici, non sono finiti nemmeno quelli sessuali. Che gli abusi sui più piccoli non sono affatto un fenomeno superato, e che nei primi tre anni di pontificato di Bergoglio sono arrivate alla Congregazione per la dottrina della fede 1200 denunce di molestie ‘verosimili’ su ragazzini e ragazzine di mezzo mondo.”
Comincia così la nuova, esplosiva inchiesta di Emiliano Fittipaldi. Dall’Australia al Messico, dalla Spagna al Cile, ma anche in Italia, da Como alla Sicilia, sono centinaia ogni anno le denunce di reati e comportamenti inaccettabili da parte del clero. Tra chi ha occultato, con le parole o con i fatti, i comportamenti di maniaci con la tonaca addosso ci sono cardinali, come tre dei componenti del gruppo di potere più alto nella Santa Sede, George Pell, Óscar Rodríguez Maradiaga e Francisco Errázuriz; prelati importanti, come Carlo Maria Viganò, Tarcisio Bertone, Timothy Dolan; e molti vescovi italiani, aiutati dalle linee guida vaticane e della Cei, che ancora oggi non prevedono una denuncia obbligatoria davanti alle violenze sessuali dei loro preti.
Emiliano Fittipaldi (Napoli, 1974), è inviato speciale de “L'Espresso”. In passato ha scritto inchieste per il “Corriere della Sera” e per il “Mattino”. Ha pubblicato Profondo Italia (2004) e Così ci uccidono (2010). Per Feltrinelli è uscito nel 2015 il bestseller Avarizia. Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della chiesa di Francesco, tradotto in vari paesi. In seguito all’uscita del libro è stato accusato dalla Santa Sede di aver divulgato segreti di stato, ed è stato messo sotto processo in Vaticano. Una vicenda che è stata seguita dai media di tutto il mondo. È stato prosciolto per “difetto di giurisdizione” il 7 luglio 2016.

I lettori di ALCESTI

Ecco le immagini della maratona letteraria di ieri sera, sabato 20 maggio marzo,  dedicata alla lettura integrale di “Alcesti” di Euripide.  Come sempre un grazie sentito va all’Associazione Culturale “Entelechia” nelle persone di Gianluigi Caravita e Marisa Galanti per la consueta squisita ospitalità e l’indispensabile supporto tecnico e a tutti i lettori.
In ordine di apparizione:
Dario Bolotti
Claudio Nostri
Isa Cristoferi
Paolo Ravaglia
Barbara Rasponi
Nadia Sette
Giovanni Barberini
Patrizia Randi
Marco Sangiorgi
Gabriele Bersanetti
Massimo Pezzi






sabato 20 maggio 2017

Sabato 20 maggio - "ALCESTI" di Euripide.

Proseguono al Caffè Letterario di Lugo le letture dedicate ai grandi classici della letteratura occidentale. Anche quest’anno le nostre letture collettive (a cui tutti possono partecipare) saranno dedicate ai grandi poeti tragici greci: Sofocle, Euripide, Eschilo. Sabato 20 maggio alle ore 20.30 nella sede dell'Assoc.Culturale "Entelechia" in via Quarantola, 32/1 a Lugo, terzo appuntamento della serie con “Alcesti”, la più antica fra le tragedie di Euripide. Admeto ottiene da Apollo la possibilità di sfuggire alla morte, a patto che un altro si sacrifichi al suo posto. A dare la vita per lui non sono i vecchi genitori, né gli amici fidati, ma la giovane moglie che con l’estremo dono di sé attesta la forza di una passione capace di andare oltre la morte. Ciò che affiora dalle scene più toccanti dell’opera è l’intuizione del valore assoluto dell’eros, compatibile anche con la sfera della morte, nella quale i due sposi proiettano la durata perenne del loro legame.

L'Arminuta

Un’altra piacevole serata per il Caffè Letterario di Lugo quella di ieri sera, venerdì 19 maggio, in compagnia della scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio che ha presentato il suo ultimo romanzo “L’Arminuta” edito da Einaudi. La paura dell’abbandono è profonda, e connaturata all’essere umano, e al concetto stesso di affetti. Essere abbandonati dalle persone che si amano e da cui ci si sente amati è una delle paure primordiali, che, più di tutti, ovviamente tocca i bambini, come paura dell’abbandono da parte dei genitori. E la protagonista del libro viene abbandonata da coloro che credeva essere i propri genitori, per essere “riconsegnata”, come fosse un oggetto, ai propri veri genitori, genitori biologici, di cui non sospettava neanche l’esistenza.  Donatella Di Pietrantonio utilizza una scrittura scarna, essenziale, per descrivere questa condizione. I luoghi e i personaggi che li abitano sono figli di una tradizione letteraria che parte da Fontamara di Ignazio Silone del 1933 e arriva fino a Sud e magia di Ernesto De Martino del 1959. Non mutua profili umani o parole, ma proprio lo spirito che abita quei libri, il contesto in cui si nascono e si sviluppano.






giovedì 18 maggio 2017

Venerdì 19 maggio - DONATELLA DI PIETRANTONIO al Caffè Letterario di Lugo

Venerdì 19 maggio, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, la grande narrativa italiana torna in primo piano al Caffè Letterario di Lugo con la scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio che presenterà il suo ultimo romanzo “L’Arminuta” edito da Einaudi. A introdurre la serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà Massimo Sangiorgi.

Ci sono romanzi che toccano corde cosí profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L'Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell'altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all'altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche piú care, l'affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l'Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c'è Adriana, che condivide il letto con lei. E c'è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L'accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell'Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.
Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Ha esordito con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). Con Bella mia (Elliot 2014) ha partecipato al Premio Strega. Per Einaudi ha pubblicato L'Arminuta (2017).

martedì 16 maggio 2017

Una serata all'Opera con MARCO TUTINO

Una serata dedicata alla musica lirica quella di venerdì 12 maggio scorso con il compositore milanese Marco Tutino che ha presentato il suo libro autobiografico “Il mestiere dell’arte che vibra” edito da Ponte alle Grazie. Tutti sognano di saper cantare. La perfezione di un accordo, di una melodia che si diffonde nello spazio circostante, la voce, l'assoluta perfezione della risonanza che crea scatenano negli animi un'emozione ancestrale. Questo in estrema sintesi è quello che ci ha raccontato Marco Tutino e quello di cui parla questo libro, che è il racconto di una vita intensa, dedicata alle opere liriche e alla progettazione nel dettaglio della loro messinscena. Un libro imperdibile per gli amanti della musica lirica. 




martedì 9 maggio 2017

Venerdì 12 maggio - Il compositore MARIO TUTINO al Caffè Letterario di Lugo

Venerdì 12 maggio, alle ore 21.00, nella Sala del Carmine, ancora una serata dedicata alla musica con Marco Tutino, uno dei più importanti compositori del panorama italiano contemporaneo, che presenterà il suo libro “Il mestiere dell’arte che vibra” edito da Ponte alle Grazie. A introdurre la serata, sarà Paolo Cavassini.
“Il mestiere dell’aria che vibra” è il mestiere che Marco Tutino – milanese, classe 1954, oggi uno dei maggiori compositori del panorama italiano contemporaneo – ha scelto per la propria vita. Da piccolo ascoltava Beethoven e Vivaldi in braccio al papà, da ragazzo ha amato i Beatles e i Rolling Stones (per non parlare di Lucio Battisti), e da giovane era indeciso tra fare il cantautore folk, l’attore brechtiano, il militante politico o il flautista. Ma la folgorazione è arrivata una sera dei primi anni Settanta quando, seduto in un posto della piccionaia della Scala, sente i congiurati di Un ballo in maschera sussurrargli i loro intenti malvagi, donandogli la più forte delle emozioni. È in quel momento che sceglie “mestiere” della sua vita, quello di far vibrare l’aria. Nelle pagine della sua biografia Tutino racconta la passione per il proprio lavoro, la genesi delle sue opere e i segreti del palcoscenico. La sua storia di musicista e di sovrintendente poco avvezzo ai compromessi si intreccia con la storia nazionale, e nel contempo sfilano sullo sfondo le grandi opere del  repertorio lirico internazionale, complete di istruzioni per l’uso. Le sue opere – tra cui Pinocchio, Cyrano, La lupa, Il gatto con gli stivali, Vita, Senso, Le braci e Two women – sono state, infatti, eseguite nei più importanti teatri del mondo. E, tra le righe, affiora la danza gioiosa e leggera della creazione artistica, fatta di ispirazione e di artigianato, di rigore e di abbandono, di piccole, improvvise illuminazioni.Oggi Tutino insegna composizione presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, e questo è il suo primo libro.






In Paradiso con Bach e Dante

Gran finale del ciclo di incontri di “Musica & Poesia” al Caffè Letterario di Lugo, domenica scorsa 7 maggio, con due grandissimi autori, Johan Sebastian Bach e Dante Alighieri. Elicia Silverstein al violino e Mauro Valli al violoncello hanno interpretato magistralmente la musica del “Cantore di Eisenach” proponendo fra gli altri brani celeberrimi come la Ciaccona per violino solo e il Preludio della Suite n° 1 per violoncello. A incorniciare la musica paradisiaca  di Bach sono stati alcuni versi del Paradiso dantesco scelti e letti da Claudio Nostri.




sabato 6 maggio 2017

Domenica 7 maggio - Musica & Poesia - BACH & DANTE

Proseguono gli incontri di “Musica e Poesia” al Caffè Letterario di Lugo. Piccolo ciclo di incontri domenicali  poetico-musicali , nato dalla collaborazione con il Conservatorio G.B.Martini di Bologna, in cui la musica di grandi compositori, eseguita da allievi e maestri del Conservatorio bolognese, si alternerà ai versi di grandi poeti raccontati e declamati da poeti e amici del nostro Caffè Letterario.
Domenica 7 maggio alle ore 21.00 all’Hotel Ala d’Oro, sesto ed ultimo appuntamento della serie dedicato a due fra i più grandi artisti della Cultura Occidentale di tutti i tempi come Johann Sebastian Bach e Dante Alighieri. Dante con la parola e Bach con le note cantano la bellezza in poesia e in musica. C’è ritmo e musica nella poesia di Dante così come c’è poesia sublime nella musica di Bach. Un tutt’uno di una bellezza assoluta. A interpretare le note del “Cantore di Eisenach” saranno Elicia Silverstein al violino e Mauro Valli al violoncello, mentre i versi della “Commedia” saranno letti e raccontati da Claudio Nostri.  
Prima del concerto (dalle ore 19,30) sarà possibile fermarsi a cena con un ricco menù a buffet.
Durante l’incontro (alle ore 21.00) saranno serviti un calice di vino e pasticceria secca.
Ingresso + calice di vino e pasticceria secca    €. 8,00

Ingresso + calice di vino e pasticceria secca  + cena a buffet (bevande escluse)  €. 15,00

"Un inno alla gioia" di IVANO NANNI

Sull'incontro di venerdì 5 maggio con il filosofo Andrea Colamedici che ha presentato il suo libro “Il Codice del Mito. Il sogno di Platone e l’incubo dell’Occidente” edito da Mursia.

Chiunque abbia assistito ieri sera alla presentazione del libro di Andrea Colamedici, il Codice del Mito, edito da Mursia, esposto nelle sue linee principali con partecipazione da Giovanni Barberini corre il rischio, se non gli è mai capitato, di innamorarsi della filosofia.  Poco male si può dire, visto che siamo in un periodo di disamoramento di tutto ben venga un innamoramento improvviso come un temporale a sconvolgere una vita spesso compresa tra un commento sui social e una grandinata di immagini televisive per lo più indecenti. Disamorati della politica in primis, della lettura, della scuola, del lavoro (e come si potrebbe amarlo?) e di tutto quello che presuppone un qualche sforzo di comprensione, si procede senza guida in mezzo alla confusione di messaggi e immagini piatte seguite da parole sbiadite dall’abuso frequente e fuori luogo. L’invito a coltivare qualcosa di esotico come la filosofia sembra appartenere allo stesso genere di convinzione che ha un giardiniere di fare crescere un baobab in serra un progetto da sostenere senza dubbi per la forza racchiusa in questa utopia. Si detesta lo sforzo e si predilige la facilità, la scorciatoia, i Bignami culturali vanno forte, gli usa e getta della riflessione sempre di più, la filosofia del relax è più che mai un successo.
Ebbene, a mio avviso, il messaggio che è partito durante la presentazione, e non entro nel cuore degli argomenti degni di un seminario articolato in sei mesi tra prove scritte e orali, è di quelli che garbatamente invitano a sconvolgere la propria vita con riflessioni sui temi platonici dell’esistenza, dell’apparenza dell’essere e delle sue sfaccettature, e dell’anima, e coinvolgere in un’avventura che può portare a una scoperta felice per i propri sentimenti messi a nudo, quindi non proprio una lettura intesa come scaldaletto invernale. Una rivelazione, in fondo, cioè quella di vedere modificata la propria vita da un’illuminante parola che indaga sul mistero dell’esistenza. Forse lo studio, non matto e disperato, non siamo Leopardi, non approderà a nulla eppure avrà rimesso quella pulce nell’orecchio a qualcuno, a pochi naturalmente, ma felici di esserlo, come gli happy few di Enrico V che impavidi giungono alla fine della battaglia feriti ma vittoriosi con onore. Platone sosteneva che prima dei cinquanta non si potesse esercitare la nobile arte della filosofia ma solo studiare e senza nessuna aspettativa, per cui questo libro è dedicato ai giovani volenterosi e senza aspettativa (i più saggi hanno già capito che non ne hanno), e a quelli più vecchi, ultracinquantenni che sperano che Platone si sbagli e che abbia ragione Socrate e Gramsci quando diceva che tutti sono intellettuali e che tutti possono filosofare.
di IVANO NANNI

Una serata "platonica" con ANDREA COLAMEDICI

Davvero una piacevole e istruttiva serata filosofica “platonica” quella di ieri sera al Caffè Letterario di Lugo con Andrea Colamedici che ha presentato il suo saggio “Il Codice del Mito. Il sogno di Platone e l’incubo dell’Occidente” edito da Mursia. Un incontro che ha visto al centro della discussione il grande filosofo greco Platone e di come il suo pensiero abbia plasmato la cultura dell’Occidente e di come continui ad essere ben presente nell’agire e pensare della nostra civiltà.