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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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giovedì 23 febbraio 2017

Domenica 26 febbraio - Musica & Poesia "Robert Schumann e Frederick Hölderlin

Proseguono gli  incontri di “Musica e Poesia” al Caffè Letterario di Lugo. Piccolo ciclo di pomeriggi domenicali  poetico-musicali , nato dalla collaborazione con il Conservatorio G.B.Martini di Bologna, in cui la musica di grandi compositori, eseguita da allievi e maestri del Conservatorio bolognese, si alternerà ai versi di grandi poeti raccontati e declamati da poeti e amici del nostro Caffè Letterario.
Domenica 26 febbraio, alle ore 18.00 all’Hotel Ala d’Oro, quarto appuntamento della serie dedicato a due grandissimi artisti che hanno rappresentato la quinta essenza del Romanticismo tedesco come Robert Schumann e Frederick Hölderlin. A interpretare la musica di Schumann saranno Stefano Bezziccheri al pianoforte, Paolo Ravaglia al clarinetto e Turchese Sartori all’oboe mentre a raccontare e declamare i versi di Hölderlin sarà Giovanni Barberini.
Durante l’incontro saranno serviti gli aperitivi o in alternativa the e tisane, mentre al termine del concerto/reading sarà possibile fermarsi a cena con un ricco menù a buffet.
Ingresso + aperitivo/the/tisana €. 8,00
Ingresso + aperitivo + cena a buffet (bevande escluse) €. 15,00
E’ gradita la prenotazione – Tel. 0545 22388

Mercoledì 1 marzo - PAOLO COGNETTI al Caffè Letterario di Lugo

Mercoledì 1 marzo alle ore 21.00, nel Salone Estense della Rocca di Lugo si torna a parlare di narrativa a Caffè Letterario con lo scrittore milanese Paolo Cognetti che presenterà il suo romanzo “Le otto montagne” edito da Einaudi. A introdurre la serata sarà Marco Sangiorgi.
La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all'altro, silenzio, tempo e misura. Lo sa bene Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo romanzo.
Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lì, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: "Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.
«Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa.»
Paolo Cognetti nella sua prima vita è stato alpinista e matematico, e a volte pensa di non avere mai smesso di essere nessuno dei due. Nella seconda, lavora nel cinema indipendente milanese come autore di documentari, sceneggiatore e montatore di cortometraggi, cuoco. Ha deciso di fare lo scrittore in un cinema parrocchiale, dopo la proiezione del film L'attimo fuggente, nel 1992. Ha passato gli anni successivi alla ricerca del suo capitano, fino al giorno in cui, nel 1997, ha scoperto Raymond Carver. Da allora ama la letteratura americana e scrive racconti. Per minimum fax media ha realizzato la serie “Scrivere/New York”, nove puntate su altrettanti scrittori newyorkesi, da cui è tratto il documentario “Il lato sbagliato del ponte, viaggio tra gli scrittori di Brooklyn”. Minimum fax ha pubblicato nel 2004 il suo primo libro, “Manuale per ragazze di successo”, e nel 2007 la sua seconda raccolta, “Una cosa piccola che sta per esplodere”. 

martedì 21 febbraio 2017

La serata con BENEDETTA CRAVERI

Queste le immagini della bella serata di ieri sera, lunedì 20 febbraio, in compagnia di una delle massime studiose italiane di lingua e letteratura francese come Benedetta Craveri che ha presentato al Caffè Letterario di Lugo il suo ultimo libro edito da Adelphi, “Gli ultimi libertini”.
Quando abbiamo finito di leggere il bel libro che Benedetta Craveri ha dedicato a Gli ultimi libertini (Adelphi), ci sembra di vedere parole che volano nell’aria, domande e risposte incessanti e inesauribili. Siamo nel regno di Luigi XVI e di Maria Antonietta, nei primi anni della Rivoluzione, prima che ogni cosa precipiti nel Terrore: viviamo nella vasta aristocrazia francese, dove tutti sono legati in una immensa famiglia. «Niente era più bello — disse qualcuno — che avere vent’anni nel 1774», quando l’avvento al trono di Luigi XVI suscitò una moltitudine di speranze, e sembrò annunciare l’inizio di una nuova epoca; o addirittura la realizzazione dell’utopia. In realtà, come disse Caterina di Russia, «la Francia era molto febbricitante e molto malata». Pietro Citati






sabato 18 febbraio 2017

Lunedì 20 febbraio - BENEDETTA CRAVERI al Caffè Letterario di Lugo

Lunedì 20 febbraio, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, la scrittrice romana Benedetta Craveri presenterà al Caffè Letterario di Lugo il suo ultimo saggio “Gli ultimi libertini” edito l’anno scorso da Adelphi. A introdurre la serata, che si concluderà come d’abitudine con il consueto brindisi finale offerto a tutti i presenti dalle cantine Cevico, sarà Daniele Serafini.

«Questo libro» annuncia Benedetta Craveri nella Prefazione «racconta la storia di un gruppo di aristocratici la cui giovinezza coincise con l'ultimo momento di grazia della monarchia francese»: sette personaggi emblematici, scelti non solo per «il carattere romanzesco delle loro avventure e dei loro amori», ma anche (soprattutto, forse) per «la consapevolezza con cui vissero la crisi di quella civiltà di Antico Regime ... con lo sguardo rivolto al mondo nuovo che andava nascendo». Sfruttando, infatti, le qualità migliori della loro casta – «la fierezza, il coraggio, l'eleganza dei modi, la cultura, lo spirito, il talento di rendersi gradevoli» –, il duca di Lauzun, il conte e il visconte di Ségur, il duca di Brissac, i conti di Narbonne e di Vaudreuil e il cavaliere di Boufflers non furono soltanto maestri nell'arte di sedurre, ma da veri figli dei Lumi ambirono ad avere un ruolo nei grandi cambiamenti che si preparavano, e dopo il 1789 seppero affrontare le conseguenze delle loro scelte – la povertà, l'esilio, perfino il patibolo – senza mai perdere l'incomparabile panache che li distingueva. A sua volta, con la «grazia somma della cultura, della curiosità, del pensiero, della scrittura magnifica» che le è stata riconosciuta dai critici, e ancor più dai lettori, l'autrice di Amanti e regine percorre queste sette vite parallele fino all'evento in cui tutte convergeranno – la Rivoluzione – e dopo il quale ciascuno degli «ultimi libertini» seguirà il proprio destino.
Benedetta Craveri è una critica letteraria e scrittrice italiana. Laureata in lettere, oggi è una delle massime studiose italiane di lingua e letteratura francese, materia che ha insegnato presso le università di Viterbo e di Napoli. Acquista notorietà internazionale come autrice di saggi e monografie sulla vita intellettuale dei salotti francesi. Profonda conoscitrice del neoclassicismo transalpino del Settecento e dei primi anni dell'Ottocento, ha curato l'edizione italiana dell'opera di André Chénier. Membro dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, scrive anche per pagine culturali di prestigiosi quotidiani e periodici internazionali, fra cui «La Repubblica», «The New York Review of Books» e la «Revue d'histoire littéraire de la France». Vive fra Napoli, Roma e Parigi. In quest'ultima città è stata insignita di un riconoscimento prestigioso, quello di "ufficiale" dell'Ordre des Arts et des Lettres e ha collaborato, in qualità di professoressa invitata, con l'Università della Sorbona (2007).

La serata con BENEDETTA TOBAGI

Salone Estense al completo ieri sera venerdì 17 febbraio per la presentazione del libro “La scuola salvata dai bambini” di Benedetta Tobagi.  Un libro di grande interesse, che analizza le diverse Italie che si confrontano con una didattica che non ha più confini, vista la presenza sempre maggiore di studenti stranieri. Ma l'approccio delle famiglie è quasi sempre uguale, dalla Sicilia al Veneto. Un libro da non perdere anche per capire meglio come siano importanti, necessarie e urgenti le politiche indirizzate agli adulti di domani, perchè istruzione è anche integrazione.







lunedì 13 febbraio 2017

Venerdì 17 febbraio - BENEDETTA TOBAGI al Caffè Letterario di Lugo

Venerdì 17 febbraio, alle ore 21.00, nel Salone Estense della Rocca di Lugo, la giornalista e scrittrice milanese Benedetta Tobagi presenta al Caffè Letterario di Lugo il suo ultimo libro “La scuola salvata dai bambini” edito da Rizzoli. A introdurre la serata sarà Patrizia Randi.
“L’importante è che la maestra sia brava”: ecco il mantra che guida i genitori nella scelta della scuola dei propri figli. Sì, ma se poi in classe ci sono dei bambini stranieri? Potrebbero rallentare il programma… Per farla finita con i luoghi comuni (e i timori incontrollati) che serpeggiano fra i banchi, Benedetta Tobagi è andata a vedere cosa succede nelle scuole primarie. Scuole pubbliche, ovviamente. Un viaggio che è cominciato ad Amatrice, l’ombelico d’Italia, e ha toccato Roma, Brescia, Ancona, Torino, i paesini della bassa mantovana, ma anche realtà più di frontiera come Udine e Palermo. In Italia ci sono molti maestri e dirigenti bravissimi, ma la buona volontà non basta a far funzionare bene una scuola. I bambini stranieri in realtà si rivelano una ricchezza, non un ostacolo. Crescere e studiare in una classe mista permette di conoscere una porzione di mondo più grande. “È come fare un Erasmus stando a casa” e infatti capita a Palermo che studenti universitari e “minori stranieri non accompagnati” frequentino insieme gli stessi corsi di italiano. A Genova e Milano invece uno dei momenti più attesi dagli alunni è la condivisione di parole e storie legate al proprio Paese d’origine. Ci sono scuole che cercano di ampliare l’offerta formativa specializzandosi nello sport o nella musica, altre che istituiscono attività extra senza chiedere costi aggiuntivi ai genitori. E poi ci sono tutti quei docenti che messi alle strette dai tagli alla scuola pubblica si ritrovano a fare i salti mortali con il solo sostegno di pochi colleghi motivati. Benedetta Tobagi racconta con grande partecipazione le piccole e grandi gesta di questi allievi e dei loro maestri che sanno come “accompagnarli senza imbrigliarli, senza condizionarli, senza togliere dalle loro ali di farfalla la polvere sottile che consente di prendere il volo”.
Laureata in Filosofia, Benedetta Tobagi ha lavorato alcuni anni nella produzione audiovisiva, occupandosi in particolare di documentari, e in campo editoriale. Collabora con il quotidiano la Repubblica; ha condotto la trasmissione “Pagina 3” su Radio 3 e l'edizione 2011/2012 del programma mattutino “Caterpillar”su Radio 2 insieme a Filippo Solibello, Marco Ardemagni e Cinzia Poli. Il suo primo libro, “Come mi batte forte il tuo cuore”, presentato qui al nostro Caffè Letterario nel 2010 e dedicato alla memoria del padre Walter (assassinato dalla "Brigata XXVIII marzo" il 28 maggio 1980), ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Estense, il Premio Sciascia, il Premio Capalbio, il Premio Brignetti Isola d'Elba e il Premio Napoli 2010 per la sezione "Letteratura italiana" e il Premio Libraio di Padova.

"L'altra Europa" al Caffè Letterario di Lugo

Ieri sera all’Ala d’Oro per il ciclo di incontri “Musica & Poesia” la pianista recanatese Ilaria Tramannoni e lo storico ravennate Paolo Cavassini ci hanno accompagnato in uno splendido viaggio musicale/letterario attraverso “L’altra Europa”. Un percorso che ha toccato i paesi dell’Europa centro-orientale attraverso la musica di Chopin, Lizst, Dvorak, Bela Bartok e la poesia di  Ciprian Kamil Norwid, Desző Kostolanyi, Otokar Brezina, Endre Ady e Attila Jozsef.