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Sala conferenze - Hotel Ala d'Oro

Via Matteotti, 56 - 48022 Lugo di Romagna - (Ravenna) - Italia
Per Informazioni : 0545 22388 - claudio@aladoro.it
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martedì 6 dicembre 2016

Mercoledì 14 dicembre - ERALDO BALDINI al Caffè Letterario di Lugo

Mercoledì 14 Dicembre, alle ore 21.00, nel Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, lo scrittore Eraldo Baldini  chiuderà la stagione autunnale del Caffè Letterario di Lugo presentando il suo ultimo romanzo “Stirpe selvaggia” edito da Einaudi pochi giorni or sono. A introdurre la serata, che terminerà con il consueto brindisi offerto dal Gruppo Cevico, sarà Marco Sangiorgi.
San Sebastiano in Alpe, paese dell'Appennino romagnolo, 1906. Amerigo ha nove anni e sua madre l'ha chiamato cosi perché l'ha concepito in America. Quando il Wild West Show fa tappa a Ravenna, lei decide di portare il figlio a conoscere suo padre. Buffalo Bill però non accetta di incontrarlo e questo rifiuto spinge il già inquieto Amerigo a schierarsi per sempre "dalla parte degli indiani". Con Mariano e Rachele si dipinge il viso, e scorrazzando per i boschi sogna di fare la rivoluzione. Ma la Storia divide le strade di questi amici inseparabili, travolti dalle burrasche del Novecento: le lotte di classe, il fascismo, le guerre mondiali. Con grande potenza evocativa, "Stirpe selvaggia" mette in scena un protagonista struggente come un eroe romantico, eppure modernissimo. Diviso, come ognuno di noi, tra l'affermazione di sé e la rinuncia, tra la solitudine e il bisogno d'amore.
Scrittore noir, Eraldo Baldini nei suoi romanzi ha saputo coniugare “gotico rurale”, noir e horror in una vena originale. Inizia a scrivere saggi in questo settore e approda alla narrativa negli anni '90. Nel 1991 vince il Myfest di Cattolica con il racconto Re carnevale. Scrive una lunga serie di romanzi, tra cui due per ragazzi: L'estate strana (edizioni EL, 1997) e Le porte del tempo (Disney Avventura, 2001). La notorietà arriva con il romanzo Mal'aria (Frassinelli 1998, 2003), pubblicato anche in Francia, con cui vince il prestigioso premio "Fregene". Tra i suoi libri ricordiamo Come il lupo (Einaudi, 2006) con cui ha vinto il premio "Predazzo" 2006; Melma (Edizioni Ambiente, 2007), Quell'estate di sangue e di luna (Einaudi 2008), L’uomo nero e la bicicletta blu (Einaudi 2011), Gotico rurale (Einaudi 2012), Nevicava sangue (Einaudi 2013). Per Fernandel nel 2015 ha pubblicato la raccolta di racconti umoristici Fra l'Adriatico e il West.

ANNULLATO l'incontro con NUCCIO ORDINE

L'incontro di mercoledì 14 dicembre con Nuccio Ordine è stato annullato per inderogabili impegni universitari del Prof.Ordine. Quest'ultimo incontro della stagione autunnale sarà sostituito sempre nella stessa giornata di mercoledì 14 dicembre dalla presentazione dell'ultimo romanzo di Eraldo Baldini "Stirpe selvaggia" edito da Einaudi

La serata con FRANCO CORDELLI

Lo scrittore romano Franco Cordelli ha presentato ieri sera al Caffè Letterario di Lugo il suo ultimo romanzo “Una sostanza sottile” edito quest’anno da Einaudi. Un romanzo il cui corpus narrativo si fonda sulla memoria ospedaliera di un sopravvissuto: medici, infermiere, sale di rianimazione, compagni di corsia, visitatori, amici e nemici di un circo disperato che somiglia un po' alla vita. Ma il diario clinico che avrebbe voluto essere una presa per i fondelli della superficialità si allarga come una rotatoria dell'essere, svincolo esistenziale di un uomo lievemente autistico ma dalla curiosità e dall'eloquio incoercibili, "innamorato dell'assenza come luogo ideale dell'incontro". Come si muore, o meglio ecco perché si muore, o ancora tutto muore, o anche: in un modo o nell'altro si muore sempre all'improvviso. Faceva sempre così, spiega la narratrice, si metteva a raccontare e poi divagava, e quando se ne accorgeva "si fermava di colpo, come per rimproverarsi di un errore".





domenica 4 dicembre 2016

Lunedì 5 dicembre - FRANCO CORDELLI al Caffè Letterario di Lugo

Lunedì 5 Dicembre, alle ore 21.00, nel Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, lo scrittore, saggista e critico teatrale del Corriere della Sera, Franco Cordelli, presenterà il suo ultimo romanzo “Una sostanza sottile”, edito da Einaudi. A introdurre la serata, che terminerà con il consueto brindisi offerto dal Gruppo Cevico, sarà Marco Sangiorgi.
«Ciò che importa sono le relazioni, non c'è altro: come le cose e le persone si legano tra loro». A parlarsi, in questo romanzo, sono un padre e una figlia. E lo fanno come fosse la prima volta, esplorando, sospinti dall'audacia della maturità e della giovinezza, e da una familiarità prima sconosciuta, ora piú intima. Si incontrano in Provenza, un luogo per entrambi lontano ma da entrambi amato. Lui, benché distratto, si guarda alle spalle per consegnare la propria storia a lei, Irène, per dirle tutto quello che non ha mai saputo o immaginato. Ma il racconto di sé, inevitabilmente, non può prescindere da lacerazioni e rotture, da divisioni dell'anima che si esprimono in continue divagazioni e dubbi, dando vita a una narrazione che obbedisce alla circolarità e che fa i conti con i difetti della memoria. A lei, quindi, il compito di raccogliere il flusso dei ricordi, di ascoltarlo e sollecitarlo con domande sempre nuove, di allargare quella trama di cui è intessuta ogni esistenza facendo però attenzione a non aprirla troppo. E cosí, sullo sfondo delle bianche mura di Avignone e dei paesini sferzati dal vento, si dipana un'anamnesi che è anche sentimentale e filosofica: i viaggi, i romanzi, le donne, gli autori piú amati, gli affetti perduti, gli incontri fortuiti; e ancora e soprattutto le sconfitte patite nel corpo e nelle illusioni, quella dimensione liminare fra la vita e la morte a lungo indagata nel corso di una degenza in ospedale. Perché, se non si può rovesciare l'ovvio, non si può neanche dimenticare «quanto accade nella staticità, nell'impedimento, nella prigionia». Un romanzo dall'ampia struttura reticolare nelle cui maglie ci si perde e ritrova, e una scrittura che s'innalza e ridiscende come un brano musicale.

Franco Cordelli, romano del 1943, è critico teatrale e letterario sulle principali testate quotidiane. Nel 1973 esordisce con Procida, «giallo» in forma diaristica, cui hanno fatto seguito: Le forze in campo (1979), I puri spiriti (1982), Pinkerton (1986), Guerre lontane (1990), Un inchino a terra (1999). Testi drammaturgici sono raccolti in Diderot Dondero (quattro commedie) (1993). Due sono le raccolte di saggi letterari: Partenze eroiche (1980) e La democrazia magica (1996). 

"De nobis fabula narratur"... una serata con IVANO DIONIGI

«Chi stacca la spina della storia e della memoria ha una sola alternativa: l’ignoranza e la negazione di sé». Così il classicista Ivano Dionigi ha esordito nel magistrale discorso che ha tenuto al Caffè Letterario di Lugo venerdì scorso, in una Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro ancora una volta al gran completo, presentando il suo ultimo libro “Il presente non basta. La lezione del latino”, edito da Mondadori.
Nel libro di Dionigi, il latino è visto come un’antenna che ci aiuta a captare tre esperienze fondamentali: il primato della parola, la centralità del tempo, la nobiltà della politica. Come mater certa, anzi certissima, dell’italiano, il latino – lingua morta eppure resistente nell’uso comune, dal lessico economico a quello politico, medico e mediatico – ci restituisce il volto autentico delle parole.
Ivano Dionigi è professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina, presidente della Pontificia Accademia di Latinità, fondatore e direttore del Centro Studi “La permanenza del Classico” dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, di cui è stato rettore dal 2009 al 2015. Autore di numerosi saggi, nei suoi studi si è dedicato particolarmente a Lucrezio e Seneca, di cui ha curato varie opere.







martedì 29 novembre 2016

Venerdì 2 dicembre - IVANO DIONIGI al Caffè Letterario di Lugo

Venerdì 2 Dicembre, alle ore 21.00, nel Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, Ivano Dionigi, professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina alla “Alma Mater Studiorum” – Università di Bologna, di cui è stato rettore dal 2009 al 2015, presenterà il suo libro “Il presente non basta. La lezione del latino”, edito da Mondadori. A introdurre la serata, che terminerà con il consueto brindisi offerto dal Gruppo Cevico, sarà Daniele Serafini.
Come mai in un'epoca caratterizzata dalla proliferazione dei mezzi di comunicazione, la reciproca comprensione è più difficile? Come mai ci ostiniamo a credere che il presente si riduca alla novità e che la novità si identifichi con la verità? Come mai le parole di Lucrezio sull'universo, di Cicerone sulla politica, di Seneca sull'uomo colpiscono la mente e curano l'anima più e meglio dei trattati specialistici? Ivano Dionigi, latinista, già rettore dell'Università di Bologna, con Il presente non basta affronta tali domande volgendo lo sguardo alla lingua che l'Europa ha parlato ininterrottamente per secoli, attraverso la politica, la religione, la scienza. Il latino evoca un lascito non solo storico, cultuale e linguistico ma anche simbolico: si scrive «latino», ma si legge «italiano, storia, filosofia, sapere scientifico e umanistico, tradizione e ricchezza culturale». Non è un reperto archeologico, uno status symbol o un mestiere per sopravvissuti; è il tramite che – oltre Roma – ci collega a Gerusalemme e ad Atene, l'eredità che ci possiamo spartire, la memoria che ci allunga la vita. È un'antenna che ci aiuta a captare tre dimensioni ed esperienze fondamentali: il primato della parola, la centralità del tempo, la nobiltà della politica. Come mater certa, anzi certissima dell'italiano, il latino – lingua morta eppure resistente nell'uso comune, dal lessico economico a quello politico, medico e mediatico – ci restituisce il volto autentico delle parole, responsabilizza il nostro parlare, consente quell'«ecologia linguistica» che fa bene anche all'anima; come lingua della temporalità, ci costringe a confrontare tradizione e innovazione, ci libera dall'assedio del presente e ci rende immuni dal «provincialismo di tempo»; come lingua della res publica, della politica quale «cosa di tutti», ci ricorda che l'uso più alto della virtus risiede nel «governo della città» e che il pronome più naturale e più bello è «noi» e non «io». Questa riflessione è tanto attuale quanto urgente di fronte alle nuove sfide delle scienze e alla pervasività delle tecnologie digitali, che possono e debbono trovare negli studia humanitatis un'alleanza naturale e necessaria. Un compito da consegnare in primo luogo alla scuola: palestra dei fondamentali del sapere e crocevia del futuro.
Ivano Dionigi è professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina, presidente della Pontificia Accademia di Latinità, fondatore e direttore del Centro Studi «La permanenza del Classico» dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, di cui è stato rettore dal 2009 al 2015. Nei suoi studi si è dedicato particolarmente a Lucrezio (Commento a «La natura delle cose», 2000; Lucrezio. Le parole e le cose, 2005) e Seneca (De otio, 1983; Problematica e fortuna del «De providentia», in Seneca, La provvidenza, 2004; I diversi volti di Seneca e Seneca linguista, in Seneca nella coscienza dell'Europa, 1999). Ha curato per la Rizzoli diversi volumi sul rapporto antico/presente: Di fronte ai classici. A colloquio con i Greci e i Latini (2002); Nel segno della parola (2005); La legge sovrana (2006); Morte. Fine o passaggio? (2007); I classici e la scienza. Gli antichi, i moderni, noi (2007); Madre, madri (2008); Elogio della politica (2009); Il dio denaro (2010); Animalia (2011); Eredi (2012); Barbarie (2013). Per Mondadori ha curato I classici in prima persona di Giuseppe Pontiggia (2006).

Una serata americana con SILVIA PARESCHI

Ecco le immagini della serata di ieri, lunedì 28 novembre, con Silvia Pareschi che ha presentato il suo libro “I jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani” edito da Giunti. Traduttrice di lungo corso al suo esordio da scrittrice, Silvia Pareschi ha fatto parlare in italiano le opere di Jonathan Franzen, Don De Lillo, Cormac McCarthy e molti altri autori, grandi della letteratura americana contemporanea. Vive a metà tra la West Coast e il lago Maggiore e già nel suo blog “Nine hours of separation” raccoglie aneddoti e paradossi della vita oltreoceano. Dieci di questi racconti sono stati raccolti nel libro che Silvia ha presentato ieri sera incalzata dalle domande della terminologa lughese Licia Corbolante che ha introdotto l’incontro.